Affari di coppia: attenti a mettere le mani sui beni in comune per trarne lucro personale

La corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 ottobre – 14 novembre 2013 n. 25625, si è espressa sul caso di una moglie che ha alienato beni a terzi e il ricavato lo ha utilizzato per soddisfare i suoi bisogni personali.

I giudici della suprema corte hanno affermato che nessuno dei coniugi può alienare dei beni a terzi per godere del ricavato (violazione art. 184 Comme 3, cod. civ.). Questa condotta non comporta all’annullamento dell’atto compiuto ma al ripristino dello stato della comunione.

Per una consulenza sull’argomento

matrimonialista@legaletributario.it