Le patatine fritte in casa possono essere nocive

Con le alte temperature si sviluppa una sostanza nociva nelle patate fritte in casa, si tratta dell’acrilammide potenzialmente cancerogena.

Dopo una ricerca nelle patatine imbustate e quelle servite nei ristoranti, è uscito fuori che se non vengono seguite delle precise indicazioni, quelle cotte in casa sono più pericolose. Dai dati emersi si è visto che in alcuni casi le patatine in busta non presentavano tale sostanza, l’acrilammide. Solo in pochi la quantità era superiore a quella stabilita dall’UE cioè 1.000 microgrammi per chilo (da sottolineare l’assurda vicenda che non è stata ancora adottata una legge definitiva sulla quantità minima). 
Può sembrare strano ma dalla ricerca i risultati migliori provengono dalle patatine fatte in fast food, pizzerie e pub che hanno un tenore di acrilammide contenuto. 

Sorprendente è stato il risultato della cottura in casa in quanto i valori sono stati in alcuni casi segnalando ben 1.200 microgrammi nelle patatine surgelato e 1.800 nel caso delle patate fresche.

I nostri consigli per un fritto sicuro, evitando la formazione di acrilamide, sono:

– l’acrilammide è legata alla presenza di zuccheri che varia in base alla qualità delle patate. Le migliori per il fritto in casa sono quelle dalla buccia rossa;

– le patate vanno sempre conservate al fresco e al buio evitando il balcone durante il periodo invernale e luoghi molto soleggiati visto che queste due cose aumentano notevolmente la presenza di zuccheri e quindi dell’acrilammide durante la cottura. Evitare anche posti umidi;

– prima di friggere le patate per abbassare la quantità di zucchero è meglio “sbollentarle” ricordando di asciugarle prima di cuocerle;

– la temperatura ideale dell’olio durante la frittura non deve superare i 175 °C. mentre invece per il forno il limite è 200 °C;

– il colore delle patate fritte o al forno deve essere sempre dorato, fare attenzione a non bruciarle.